Il Vatnajokull e l’apoteosi dei ghiacciai

di duevolpiinislanda

Quasi due settimane in Islanda e ancora non avevo visto del ghiaccio, se non da lontano.Oggi mi sono tolta la voglia! La giornata inizia sotto una coltre di nubi quasi ad altezza uomo e una leggera pioggerellina. Direzione Jökulsárlón, una laguna ai piedi del ghiacciaio Breidamerkurjökull dove sguazzano centinaia di iceberg di un azzurro luminoso. É una scena surreale, gli iceberg non esistono solo nei documentari! Pensate che, dopo essersi staccati dal ghiacciaio possono impiegare anche cinque anni ad uscire da questa laguna di soli 17 km^2. Inesorabilmente, il loro viaggio finirá nel mare, che si trova poi a soli 100 m di distanza. Accanto a noi vediamo una strana imbarcazione con le ruote, che scopriamo essere il mezzo anfibio con cui si organizzano delle mini “crociere” nella laguna. Vuoi mica che ci perdiamo un’occasione del genere?! Giubbottino salvagente indossato, i numerosi mezzi tecnologici su “on”, e via si parte! La barca a quattro ruote si immerge nell’acqua e noi ci troviamo in un attimo in Planet Earth (ndr:documentario della BBC). Immense sculture di ghiaccio ci circondano, alcune azzurre, altre nere di cenere vulcanica, altre ancora trasparenti. L’atmosfera è spettrale, quasi tocchiamo le nuvole con un dito. Ogni tanto la nebbia si alza e possiamo ammirare il ghiacciaio che si getta nella laguna a poche decine di metri da noi. Un gommone ci segue da vicino, probabilmente nel passato qualcuno si è spinto un pó troppo in lá per portarsi a casa l’immagine-ricordo perfetta ed è finito nell’acqua a 2°. Contrariamente a quello che pensavamo, la guida ci informa che è solo grazie all’assenza del sole che gli iceberg hanno quell’etereo colore azzurro.. Ma YEAH! L’amico sul gommone porta alla nostra guida un pezzo di ghiaccio e noi quindi si è assaporato un pezzo di iceberg vecchio di mille anni. Estiquatsi!!! Tornati sulla terraferma, seguiamo il fiume d’acqua che dalla laguna porta al mare. La spiaggia nera è costellata di iceberg e piccoli pezzi di ghiaccio. Il nostro angelo custode fa anche emergere dall’acqua una foca, non ci facciamo mancare proprio nulla!
A malincuore abbandoniamo la nursery degli iceberg e ci dirigiamo verso il parco nazionale di Skaftafell. Un’apoteosi di vette e ghiacciai che si ramificano dalla calotta glaciale del Vatnajökull. L’ennesimo primato dell’Islanda: questo signor ghiacciaio ha una superficie pari a quella dell’Umbria ed è il piú grosso “contenitore” di ghiaccio dopo i poli. Dalla nostra golf, vediamo lingue di ghiaccio spingersi a poche centinaia di metri dal bordo strada. Imbocchiamo una strada sterrata ed arriviamo ai piedi del ghiacciaio Svinafelljökull. Breve scarpinata e mille foto di rito. Nonostante la mia passione per la montagna, non ho mai visto un ghiacciaio del genere così da vicino.
Da circa una decina di chilometri stiamo inoltre attraversando il Skeidarasandur, una piana di sabbia immensa originata nei secoli dal Vatnajökull, non se ne vede la fine. Qui per 70km si vedono scorrere innumerevoli fiumi, erba artica di varie sfumature dall’arancione al verde scuro colora il paesaggio, nessuna pecora all’orizzonte.
Nella guesthouse di stasera si materializzano due cani, in spudorata ricerca di coccole. A parte le pecore, gli animali sono tutti cosí affettuosi qui.
Goda nótt.

Martina