verso la penisola di Snaefellsnes

di duevolpiinislanda

sveglia, battaglia dei quattro cantoni per il bagno e, per i vincitori, colazione vista mare. un saluto ai puledri golosi ed eccoci nuovamente sulla strada.

torniamo a Grundarfiordur per la spesa e l’odore pungente ci ricorda che il porto della cittadina è il secondo in islanda per l’esportazione di pesce.

attratti da una troupe televisa ci inoltriamo sullo sterrato per Berserkjahraun, che attraversa un campo di lava sommerso di muschio e mirtilli.

prima tappa a Stykkisolmur. saliamo al minuscolo faro arancione sul pendio che domina il porto e qui restiamo in silenzio ad ammirare la cittadina, le sue case dorate, il porto, il planare degli uccelli rallentato dal vento e il mare.

ci rimettiamo in marcia, giusto il tempo per una canzone: pausa fotografica per ammirare il fiordo di Alfafjordur che ci attende oltre il mare. sotto di noi cigni e pecore mangiano fianco a fianco condividendo un pendio e una spiaggia nera. uno dei molti spettacoli inconsueti cui ci abitueremo in queste giornate.

ci immettiamo in un interminabile sterrato, popolato di pecore, tralicci dell’elettricità, case solitarie, balle di fieno, corvi e chilometri di fili a cintare immensi pascoli.

le nuvole basse sembrano vegliare sul nostro viaggio che si conclude a Solvanes.

la cena casalinga ci regala l’illusione di appartenere a questi luoghi, l’indulgente dolcezza dello sguardo di Ely e il tepore della nostra camera il sogno di essere stati ammessi. buonanotte. ombretta.